ISTITUTO DI STUDI SUI SISTEMI REGIONALI FEDERALI E SULLE AUTONOMIE
  
”Massimo Severo Giannini”

Editoriale dott. Fabrizio Tuzi – Newsletter CNR ISSIRFA dicembre 2025

Nel corso del 2025, il CNR-ISSIRFA si è distinto per un’intensa attività di ricerca e approfondimento sulle principali vicende istituzionali e territoriali che hanno interessato l’Italia e l’Europa. Tali attività sono state condotte nell’ambito delle proprie attività istituzionali ma anche nel contesto di numerosi progetti di ricerca, comunicazione e accompagnamento, con il contributo di risorse europee e nazionali. I progetti realizzati hanno offerto all’Istituto la possibilità di produrre e condividere conoscenza, valorizzando e consolidando la collaborazione con istituzioni pubbliche e centri di ricerca di eccellenza.
Le iniziative dell’Istituto hanno contribuito a delineare un quadro articolato su alcune questioni di grande attualità: dalle politiche di coesione alla tutela della biodiversità, dalla cooperazione transfrontaliera alla transizione climatica, fino alle sfide dell’innovazione e del regionalismo differenziato. Attraverso questi contributi, l’ISSIRFA ha consolidato il proprio ruolo di osservatorio privilegiato e centro di competenza per lo studio delle relazioni tra livelli di governo, politiche pubbliche e sviluppo territoriale.
Un’attenzione particolare è stata riservata alla cooperazione territoriale europea, intesa come simbolo di integrazione e dialogo tra territori, ma anche come occasione per riflettere sul funzionamento dei programmi Interreg e sul ruolo dei Gruppi Europei di Cooperazione Territoriale (GECT). La cooperazione transfrontaliera è stata analizzata come leva strategica per rafforzare la coesione e promuovere politiche comuni nelle aree di confine, spesso caratterizzate da fragilità economiche e sociali, capaci di integrare le istanze locali con le strategie europee. Sempre nell’ambito del dibattito sulla governance territoriale, le attività dell’Istituto si sono concentrate anche sulle aree metropolitane, partecipando al confronto scientifico che sta mettendo in luce il loro ruolo come nodi policentrici e centri di innovazione politica e istituzionale, in grado di promuovere processi decisionali partecipativi. In parallelo, è stata analizzata la proposta per il nuovo Quadro finanziario pluriennale Ue 2028-2035, con particolare attenzione alle priorità su competitività e sicurezza e alle implicazioni per le politiche di coesione. I lavori dell’istituto hanno esplorato l’evoluzione del contesto di politica economica, concentrandosi sui rischi di una centralizzazione della governance multilivello europea che potrebbe andare a scapito della dimensione territoriale.
La sostenibilità, e in particolare la tutela della biodiversità, ha rappresentato un’altra tematica centrale, rafforzata dalla riforma costituzionale del 2022 che ha inserito la protezione dell’ambiente e degli ecosistemi negli articoli 9 e 41 della Costituzione. Le attività di ricerca dell’Istituto hanno analizzato le implicazioni di questa innovazione normativa, sottolineando come la biodiversità costituisca una “Grand Challenge” che richiede approcci interdisciplinari e strumenti di governance complessi. Non si tratta solo di preservare il patrimonio naturale, ma di ripensare i modelli di sviluppo economico alla luce dei vincoli ambientali, conciliando sviluppo e regolamentazione. Anche il ruolo delle città metropolitane nella governance ambientale è stato oggetto di approfondimento, evidenziando come tali istituzioni, grazie alla loro capacità di azione rapida e alla vicinanza ai cittadini, possano diventare veri e propri laboratori di politiche replicabili su scala più ampia, contribuendo in modo significativo agli obiettivi globali di decarbonizzazione.
Un altro tema di rilievo ha riguardato l’analisi delle iniziative del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e delle riforme strutturali in corso, con particolare attenzione a quelle destinate alla riduzione dei divari territoriali e di cittadinanza. Sotto questo profilo, l’attenzione è stata focalizzata, in particolare, sulle strategie più efficaci ad orientare le politiche pubbliche – nella loro dimensione multilivello – verso l’obiettivo di “accorciare le distanze” esistenti tra cittadini, tra imprese e tra Enti pubblici, in ragione rispettivamente del loro stabilimento e della loro collocazione in un determinato contesto territoriale. Questo obiettivo di ricerca ho prodotto, tra i principali risultati, un contributo alla riflessione giuridica (e non solo squisitamente economica) sulla problematica dei divari territoriali, che in quanto tale è stato necessariamente fondato sul tentativo di sviluppo del principio di eguaglianza sul piano teorico e su quello della sua attuazione. Le attività di ricerca condotte dall’ISSIRFA hanno sottolineato come il PNRR rappresenti un’opportunità storica per affrontare le disparità, ma anche una sfida in termini di capacità amministrativa e di coordinamento tra Stato, Regioni ed enti locali. Il focus sull’attuazione della Missione 4 del PNRR ha messo in evidenza, inoltre, progressi e criticità nell’implementazione delle misure dedicate all’innovazione, attraverso l’analisi delle iniziative promosse dai Centri Nazionali, dai Partenariati estesi e dagli Ecosistemi di innovazione. L’analisi di tali iniziative riconosce il ruolo del PNRR quale strumento in grado di contribuire a ridurre le disuguaglianze delle risorse destinate a promuovere la ricerca e l’innovazione tra le diverse aree del Paese.
Nel complesso, i temi affrontati nel 2025, attraverso un approccio rigoroso e multidisciplinare, hanno consentito all’Istituto di contribuire a orientare il dibattito su questioni cruciali per il futuro del Paese: innovazione e sostenibilità come leve di sviluppo, coesione come principio da salvaguardare e governance multilivello come chiave per affrontare le sfide della complessità. In un anno segnato da transizioni e interrogativi sul futuro dell’Europa e dell’Italia, l’ISSIRFA ha confermato il proprio ruolo di riferimento per studiosi, decisori e operatori istituzionali, offrendo analisi puntuali e prospettive strategiche per costruire politiche più eque ed efficaci.