ISTITUTO DI STUDI SUI SISTEMI REGIONALI FEDERALI E SULLE AUTONOMIE
  
”Massimo Severo Giannini”

Editoriale dott.ssa Gabriella Saputelli – Newsletter CNR ISSIRFA marzo 2026

L’11 marzo 2026 a Genova è stata presentata Reg4IA “Regioni per l’Intelligenza Artificiale”, una iniziativa promossa dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri insieme alle Regioni e alle Province autonome allo scopo di sperimentare soluzioni innovative basate sull’intelligenza artificiale e sviluppare servizi pubblici migliori.
L’iniziativa, finanziata dal Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, supporta la realizzazione di hub interregionali in quattro ambiti strategici: 1) salute e turismo (con la Regione Liguria come capofila, insieme alle Regioni Calabria, Lazio, Basilicata, Molise, Piemonte, Sicilia e alla Provincia Autonoma di Trento); 2) dati ambientali e mobilità sostenibile (con la Regione Lombardia come capofila, insieme alla Regione Veneto); 3) pubblica amministrazione (con la Regione Puglia come capofila, insieme alle Regioni Abruzzo, Marche, Umbria, Valle d’Aosta, Campania e alla Provincia Autonoma di Bolzano); 4) resilienza e sicurezza del territorio (con la Regione Toscana come capofila, insieme alle Regioni Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Sardegna). Si tratta, in sintesi, di “laboratori” in cui si sperimentano soluzioni innovative (PoC – proof of concept) applicate a diversi settori attraverso partenariati che coinvolgono tutte le Regioni e le Province autonome; le soluzioni sperimentate concorrono poi alla costruzione di modelli replicabili sulle altre realtà regionali o sull’intero territorio nazionale.
L’iniziativa Reg4IA si basa su un accordo di collaborazione “Insieme per la trasformazione digitale” sottoscritto nel 2023 da Alessio Butti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica, e da Massimiliano Fedriga, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, volto a promuovere una stretta collaborazione tra Governo, Regioni e Province autonome sull’innovazione tecnologica e la digitalizzazione. Le innovazioni tecnologiche e le trasformazioni degli ultimi anni in materia di intelligenza artificiale hanno infatti portato all’adozione di numerosi atti normativi e di politiche a livello europeo, nazionale e subnazionale che hanno posto nuovi interrogativi sul ruolo di Stato e Regioni e sulle relazioni tra i vari livelli di governo. In un documento di giugno 2025, la Conferenza delle Regioni ha in proposito sottolineato “l’esigenza di rafforzare la governance nazionale dell’intelligenza artificiale, garantendo in materia una cooperazione strutturata e sistemica tra Stato e Regioni”, al fine di “cogliere appieno il potenziale trasformativo dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici, riducendo i divari territoriali e valorizzando l’innovazione pubblica anche come driver dell’innovazione di ogni settore del Paese”.
In questo scenario, l’iniziativa Reg4IA costituisce un esempio prezioso almeno per due ordini di ragioni.
Innanzitutto, richiama quei “laboratori di sperimentazione di politiche”, di cui parlava il giudice Louis Brandeis in una famosa dissenting opinion, che costituiscono il leitmotiv dei sistemi decentrati: “It is one of the happy incidents of the federal system” “that a single courageous state may, if its citizens choose, serve as a laboratory; and try novel social and economic experiments without risk to the rest of the country” (Louis Brandeis, Dissenting opinion, New State Ice Co. v. Liebmann, 285 U.S. 262, 1932). Questa è la potenzialità del regionalismo italiano che attende ancora di essere pienamente sfruttata.
Inoltre, Reg4IA non è solo un laboratorio di sperimentazione per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici, ma può costituire un laboratorio di sperimentazione di un diverso modus operandi tra Stato e Regioni: le sfide poste dall’intelligenza artificiale sollecitano un “nuovo regionalismo”, che ha bisogno di nuove forme di collaborazione e di un dialogo costante tra centro e territori. Questa forma di “collaborazione reale” può allora costituire il punto da cui partire per guardare il regionalismo di “domani” a 25 anni dalla riforma del Titolo V della Costituzione.